Il periodo più buio per la pesca italiana è appena iniziato.
Purtroppo è un dato di fatto: il modello classico del pescatore ha fallito, non è più in grado di difendere e di tutelare il Made in Italy, attualmente il modello del pescatore non ha più futuro imprenditoriale (da come gia si sapeva da tempo) il pescatore servirà solo ed esclusivamente per portare le barche in mare.
Oggi, la forza lavoro e l’esperienza in mare non bastano più; per salvare il nostro made in italy, servono imprenditori ittici dalla visione lungimirante, purtroppo assenti nel mondo della pesca professionale, perché in Italia solo 1 Armatore su 100 è imprenditore, il resto sono umilissime persone molto lontane dalle visioni imprenditoriali.
Senza una gestione aziendale moderna e strategie commerciali evolute, gran parte della nostra flotta ha i giorni contati. Tra il caro gasolio e il crollo del valore di mercato dei pescherecci, siamo di fronte a una crisi senza precedenti.
Sarà una selezione naturale: chi non saprà evolversi sarà costretto a cedere il passo a chi ha i capitali e le competenze per gestire il cambiamento, in alternativa c’e solo il fallimento certo.
In fondo, è la conseguenza inevitabile di scelte che abbiamo avallato noi stessi, la forza lavoro del pescatore sarà necessaria solo ed esclusivamente per portare le barche in mare, tutto il restante sarà gestito da chi ha davvero le capacità mentali e imprenditoriali di mandare avanti un azienda moderna.

